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L’ambiguità percettiva percorre i sospesi paesaggi “artici” di Jolanda Spagno, spazi del silenzio dipinti con una tecnica a matita che si dà per progressive cancellazioni e si concentra con particolare intrigo nei giochi d’ombre, ingrandimenti, riflessioni, suggeriti attraverso lenti e specchi dentro affascinanti scatole ottiche che mettono insieme scienza e sogno. (Antonella Marino)

In seguito al grande consenso che Jolanda Spagno ha appena riscosso in occasione della prima edizione romana di Affordable Art Fair alla Pelanda del Macro a Testaccio di fine ottobre, la Galleria Fondaco di Roma e la Galleria Orizzonti di Ostuni presentano, il prossimo 22 novembre, il secondo appuntamento che vede crescere la loro collaborazione.

Trentacinque le opere in mostra realizzate dall’artista per questa esposizione romana: opere inedite e opere importanti come l’opera esposta lo scorso anno alla Biennale di Venezia, i 6 pezzi della recentissima mostra di Corato, 10 pezzi esposti a giugno al Museo Pino Pascali e le 2 opere esposte alla Galleria Nazionale di Cosenza in occasione dell’VIII giornata del contemporaneo promossa questo ottobre da AMACI.
La Spagno da anni lavora sullo sdoppiamento dell’immagine e sulla polarizzazione della luce che la lente optical ligthing film (OLF) che sovrappone ai suoi disegni, conferisce ai suoi soggetti; indaga l’immagine umana lavorando sulla molteplicità e sulle ombre e, così come la complessità della sua ricerca nella realtà si trasforma in mutazione – ripetizione mai uguale – allo stesso modo la percezione dell’immagine e dell’opera, muta a seconda della prospettiva da cui si guarda, della luce che la colpisce, relazionata all’ambiente dove vive. (J.S.)