repubblica.it | Lorenzo Madaro

A prima vista sembrano immagini fotografiche rimodulate con qualche congegno digitale, invece sono opere concepite con la grafite, attraverso una pratica del disegno lenta e meticolosa che presuppone anche uno studio degli effetti ottici. I nuovi lavori dell’artista Jolanda Spagno, proposti da stasera negli spazi della CoArt gallery di Corato, rivelano volti disgiunti di esseri androgini. Sono volti immobili, quasi sfocati. E proprio per questo identificano tratti somatici universali e quindi contemporanei. La mostra, curata da Roberto Lacarbonara, è stata battezzata L’ombra che sta al centro, titolo che “trae spunto dalla celebre espressione utilizzata da Carl Gustav Jung per indicare la radice oscura del soggetto, il luogo imperscrutabile dove agiscono ed emergono i fenomeni istintuali e ingovernabili dell’io”.