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Agli albori del 2014 la vera trasgressione, in campo d’arte, la fanno gli artisti “sperimentali”. C’è chi sperimenta con il digitale e chi con la materia. Ramona Zordini, fotografa bresciana, ha scelto l’acqua.

L’acqua. Quell’acqua madre e matrigna, generatrice cosmogonica e distruttrice dirompente. Le due anime del mondo.
Lo spirito amniotico, che crea e compone, è quello che Ramona Zordini, classe 1983, natali brescianissimi e spirito Bohémien, ha voluto infondere e trasfondere nelle sue ultime opere. Fotografie, ma non solo.

Ramona Zordini - trittico

Arte del cucito e tridimensionalità degli altorilievi conferiscono ai lavori di Ramona una foggia differente, nuova, che non limita e costringe. Il progetto Changing Time nasce nel 2012 e si rinnova di anno in anno sino alla terza ed ultima serie (III).
Si esplora la tematica del mutamento; un mutamento pensato come cambiamento psicofisico, come traccia che macchia, che bagna di nero. Non a caso le acque fotografate da Ramona sono scure, tenebrose, ammorbanti. Un cambiamento sofferto, in un’ottica quasi freudiana: qualcosa di nuovo da apprendere, capire, usare e costruire; così importante da rigenerare e sviluppare una parte nuova o da rigenerare la parte sepolta della nostra identità. Un cambiamento naturale e necessario che talvolta lascia immutati i fatti concreti e trasforma solo la loro interpretazione soggettiva.
Le foto di questa serie ritraggono principalmente coppie. Coppie di uomini in senso lato, genericamente coppie di esseri umani. Un’entusiasmante messa in scena di quelle vicende umane che portano la psiche sul palco, introiettandola nell’attore.
Un nutrito processo catartico in cui i soggetti non sono soli, ma inseriti in un piccolo clan a due. Esattamente come la Gestalt di Polster vedeva il cambiamento per effetto del contatto, come coscienza ultima dell’elemento di novità, Ramona ritrae la successione dei cambiamenti che si verificano in relazione ai momenti di disagio, di crisi, di evoluzione fisica e sessuale. Il cambiamento che comporta la perdita di rapporti e di relazioni e, per certi versi, della propria personalità. Per molti popoli indigeni l’origine della terra non fu altro che acqua ed oscurità; allo stesso modo oggi, Ramona, con fare disincantato e disinvolto, “fotografa” le anime, anime semplici, comuni, anonime. Ma anche anime forti, caotiche e umane, troppo umane.